

È il mese di Marzo del 2020. La vita di Ariel e Amedeo sta per cambiare, ma non per l’arrivo della pandemia né per l’inizio della pensione: assume una nuova dimensione quando si ritrovano faccia a faccia con rivelazioni mistiche e incontri spirituali.In quest’opera, raccontano la loro esperienza con entità superiori, offrendo un racconto avvincente di visioni e messaggi telepatici. Con questo percorso iniziatico, di trasformazione personale, ci portano a riflettere su domande fondamentali sulla nostra esistenza e sul ruolo del divino, esplorando e riconsiderando temi come la Creazione, il perché della dualità tra luce e oscurità, la vera storia degli Angeli caduti e il significato autentico del Sacro Graal. E altro ancora…IL PATTO è un’opera unica nel suo genere in quanto voluta dal Creatore stesso, rivolta a chiunque si ponga domande sul significato più profondo della vita. È un invito a guardare oltre il visibile, a esplorare le possibilità infinite dell’esistenza umana. È una guida, un compagno di viaggio per addentrarci in sentieri meno battuti e giungere a una comprensione più profonda di noi stessi e dell’universo.
L’Assoluto
È il TUTTO POSSIBILE e
il TUTTO INIMMAGINABILEÈ pura energia, definita Sostanza,
che vibra a una frequenza altissima.
Non ha forma o manifestazione visibile,
non esiste alcun concetto
di spazio e di tempo
DIO è Padre e Madre
Il Padre
è l'energia logica-mentale
che Crea l'universoLa Madre
è l'energia intuitiva-emotiva
che Governa l'universo
Il Padre è giusto!
Dà quello che meriti e
pretende quello che puoi dareLa Madre è compassionevole!
Accoglie l’anelito
di chi è in difficoltàAriel e Amedeo
La Creazione
Un processo matematico
talmente ampio e raffinato
da essere definito
dagli stessi Angeli:
PURA
ESTASI
MENTALE
“Nella diversità si crea
la sperimentazione
e la sperimentazione
è il motivo della Creazione”Il Guardiano del tempo
Merkièl
Respiro di Luce
"Questo è il pianeta
che ha dato origine al Tutto,
l’inizio della Creazione
voluta e sperimentata
da Padre/Madre."
"Da qui tutto è iniziato e qui
tutto ritornerà alla fine dei tempi"Elias
I dodici ANGELI
Caduti ?
"Ecco io, Elias e altri undici raggi
nati da poco dalla concessione divina
decidemmo di incarnarci nella materia terrestre
per aiutare un qualche modo le genti piangenti.
Sia ben chiaro, noi non sentivamo piangere
o urlare nel dolore, ma percepivamo
le vibrazioni sconnesse che venivano dal vostro pianeta,
un fumo grigio, denso, barriere invalicabili di energia
che divenivano sempre più spesse, e da lì arrivò
la nostra certezza di poter cambiare le cose, o meglio,
eravamo sicuri che se avreste incontrato l’amore
l’avreste amato, tutelato, capito e difeso"Elias
I (veri) ribelli contro il Padre e l'ordine della Creazione
“È come un ramo che vuole staccarsi
dall’albero per impiantarsi nella terra
e crearne uno di nuovo.
Questo non può succedere perché il nuovo albero
dovrebbe nascere da sé stesso per generare
un ramo da piantare su una terra anche quella da creare.Non si può creare
al difuori della Creazione stessa,
perché tutto è ricondotto in ME”Il Padre
Il Sacro Graal
e la fine
dei tempi
“Di contrapposto al tanto buio che
vi opprime il Padre ha inviato la Luce
nella figura del Cristo duemila anni fa,
e il suo ritorno che non sarà nella forma fisica,
ma si manifesterà nella sua
ENERGIA CRISTICA
in parte già presente sulla Terra,
soprattutto in quelle persone che
hanno fatto parte di Quella energia
e che, in qualche modo,
scorre dentro di loro”“Questo è il GRAAL
È IL SANGUE DI CRISTO
CHE NON È MAI MORTO”Elias
“Un frammento iniziale del libro”La Proposta
Tutto ebbe inizio all’alba di una mattina di marzo 2020 con un contatto telepatico di Ariel, mentre era nel dormiveglia, con l’Arcangelo Mikael, fatto strano questo in quanto ad Ariel non era mai successo di riceverlo nella veste di “messaggero” come invece accaduto con altri Angeli o Arcangeli. La missiva era semplice poiché doveva limitarsi a consegnare una “proposta” per lei e Amedeo su diretta volontà del Padre, che avevano la facoltà di accettare o meno, di cui però non era stata data alcuna informazione. Un sì o un no a scatola chiusa, come si dice, il contenuto lo avrebbero conosciuto solo accettando la proposta. Mikael sarebbe ritornato più in là nel tempo per ricevere la risposta.
Ariel accoglie il messaggio e lo condivide con Amedeo che rimane spiazzato, incredulo che un tale invito da parte del Creatore e avente Mikael come messaggero potesse avere loro due come destinatari. Metabolizzato l’accaduto e presa coscienza dell’importanza che doveva avere, la loro risposta fu un immediato, incondizionato ed energico “SÌ” pieno di gioia, al punto da essere arrivato probabilmente anche ai “piani più alti” senza bisogno di ulteriori contatti, il calore e l’entusiasmo con cui entrambi l’avevano accolta erano infatti simili a quelli di un fanciullo quando riceve la proposta di andare al parco dei divertimenti o in gita al mare.
Tant’è che subito al mattino seguente si ripresentò puntuale Mikael per comunicare ad Ariel cosa avrebbero dovuto fare: «Dovrete scrivere un libro (??) che servirà per il dopo, per le nuove generazioni (??)». Poche parole e nessun commento o spiegazione al riguardo; per contro Ariel, stupita per la richiesta e disorientata dalla motivazione che ne era seguita, non replicò, non fece alcuna domanda a chiarimento! Ma ne parlò in seguito con il marito; e molto.
«Un libro? Ma siamo noi in grado di scrivere un libro?» si chiesero «E su cosa poi?» e ancora «Cosa vorrà dire “per il dopo”? Quale dopo? Dopo cosa? E quando? Di sicuro molto in là nel tempo se destinato alle nuove generazioni».
Domande lecite scambiate tra di loro senza coinvolgere nessun altro, men che meno lo stesso interlocutore. Ecco, forse la loro indole poco incline alla curiosità, il non chiedere ulteriori spiegazioni e l’accettare quello che gli veniva chiesto probabilmente hanno fatto in modo da essere ritenute le persone “giuste” per questa missione, tutta da scoprire. Per loro questa era la spiegazione più plausibile.
Trovarono altresì singolare che questa proposta fosse arrivata proprio all’inizio di una pandemia che rendeva oggettivamente complicato il fare o l’agire al difuori delle proprie mura di casa a causa delle restrizioni che si preannunciavano alquanto dure ma che, forse, tornava utile per rendere meno pesante la clausura imposta dalla stesura del libro, e probabilmente non era una casualità il fatto che l’inizio del periodo di confinamento coincidesse con l’inizio del pensionamento di Amedeo e di conseguenza con una sua maggiore disponibilità di tempo e serenità. Supposizioni e nulla più, per i due tutto questo contava relativamente, per loro l’importante era mettersi a disposizione del Creatore.Col senno di poi i coniugi capirono che era fondamentale comprendere sia con la mente che con il cuore il significato di quanto nel tempo sarebbero venuti a conoscenza, aspetti inediti e delicati da riportare con la massima precisione e attendibilità possibile, ed è proprio per questo motivo che le varie rivelazioni che si sono susseguite non hanno seguito uno svolgimento cronologico come poi riportato nel libro, ma hanno sviluppato uno schema proprio svincolato dalla narrazione lineare dei vari capitoli, propiziati piuttosto dal progressivo accrescimento personale in simbiosi con le proprie capacità di comprensione.E così iniziò il loro percorso di conoscenza di verità complesse e per loro inedite in quanto completamente sconosciute. I concetti rivelati e riportati in questo libro possono sembrare irreali o inafferrabili semplicemente perché, come detto dal primo momento dall’Arcangelo Mikael “destinati alle generazioni future”, generazioni che probabilmente saranno più mature di noi. Chissà.Il MessaggioÈ l’alba di una giornata di primavera del 2020, Ariel e Amedeo sono a letto a sonnecchiare aspettando che il sole faccia capolino tra gli interstizi degli oscuranti della loro camera.
Fuori, nel prato confinante, albergati nelle chiome di due maestosi pini marittimi decine e decine di uccellini indaffarati nel loro frenetico chiacchiericcio rompono il silenzio di un inizio giornata scritta dalle ferree regole del lockdown. Nessuno può uscire di casa. Regole riservate agli umani e quindi totalmente ignorate dalle variegate specie di volatili stipati chissà come nei due alberi e tutti intenti a raccontarsi chissà cosa, sembra di essere immersi in un bosco dove la natura viva racconta la sua poesia. Una poesia che dà pace al cuore e armonizza l’anima. Un bel modo di svegliarsi accompagnato dal totale silenzio del traffico. Sembra di vivere in campagna.
Parlottano con un filo di voce riflettendo proprio sul “vociare” degli uccellini e su quanto sia diversa la vita per noi umani, esseri intelligenti, civilizzati, evoluti, ma pieni di affanni, tribolazioni e timori sul domani, sulla sopravvivenza propria e dei propri cari, soprattutto quando vengono a mancare quelle sicurezze date per scontate. Questi piccoli esseri invece accettano tutto senza preoccupazioni di sorta, con la leggerezza di chi sa che ogni giorno la vita ricomincia da zero e che a ogni sorgere del sole troverà il giusto cibo, per sé e per i piccoli. A loro non serve altro per vivere. Senza affanno.
Segue una pausa di silenzio dove ognuno si avvita nei propri pensieri coccolati dal tepore mattutino e in quella pausa ad un tratto Ariel avverte una presenza benevola vicino a lei che si fa subito riconoscere: è l’Arcangelo Mikael. È passato un po’ di tempo dal suo primo contatto telepatico con la “proposta” a scatola chiusa accettata poi dai due, ora però la presenza è fisica, intesa come forma energetica, per quanto limitata nell’intensità per non stressare il fisico di Ariel (è come se la sua presenza non si manifestasse nella sua piena energia ma in formato ridotto “tipo cartolina fotografica”. Così lei la definisce).
Il motivo della visita lo comunica sempre per via telepatica, un messaggio di poche parole che le raccomanda di “andare in un certo posto prima che altri arrivino”, quindi le fa vedere una casa completamente avvolta da piante rampicanti al punto da scorgere a malapena alcune porzioni della facciata in pietra; davanti a questa un prato incolto con arbusti di ogni genere, erba e alberi lasciati andare al loro destino. Evidentemente si tratta di una casa disabitata e abbandonata a sé stessa.
La visione a quel punto svanisce come la presenza dell’Arcangelo lasciando Ariel interdetta, tutto è durato una manciata di secondi giusto il tempo per rendersi conto di CHI era e COSA le aveva detto e fatto vedere, si trattava di un messaggio criptico accompagnato dalla visione di una casa completamente fagocitata dalla vegetazione circostante, e alla fine i saluti di congedo e via! Null’altro. Nessun riferimento utile o il nome di una località specifica.
Ariel racconta subito ad Amedeo quanto accaduto e anche lui rimane interdetto sul significato di quanto lei ha ascoltato e visto, d’altronde l’autorevolezza del messaggero certificava l’importanza del messaggio e non comprenderlo creava in loro una certa apprensione. Di fatto i due non avevano capito NULLA e non sapevano che fare, nemmeno cosa pensare, forse si trattava di un messaggio da interpretare? Voleva dire qualcos’altro?
Bisognava avere un po’ di pazienza.
Nei giorni seguenti infatti Mikael si ripresenta nella stessa modalità di orario e condizione telepatica informando Ariel che quel primo contatto era semplicemente un primo tassello di un disegno ben più ampio voluto dal Creatore di Tutte le Cose che si sarebbe sviluppato in più processi interconnessi tra di loro che comprendeva “anche” il libro.
Detto questo le mostra in visione una panoramica dall’alto che comprende il posto dove si trova “quella casa”, si vedono le montagne appena in lontananza e ai piedi di queste un centro abitato di medie dimensioni con attigua una zona industriale.
Appena fuori dal centro si vede un torrente ma ancora nessuna specifica indicazione di dove possa trovarsi la casa. Forse nel centro abitato? Difficile supporre che un’abitazione in condizione di totale abbandono possa essere “tollerata” in un contesto civile, più probabile un luogo appena fuori, nel verde, in tal caso la ricerca diventerebbe ancora più improba. Mikael comunque durante la visione aggiunge un ulteriore tassello dicendo che per accedervi bisogna prendere la strada del capitello.
Sì ma quale capitello? Non basta ancora, è una definizione troppo generica, anche perché quella località pedemontana i due non la conoscono, Amedeo tenta comunque di “individuarla”, attraverso una specifica applicazione, al computer cercando una zona che possa identificarsi con le indicazioni che Ariel aveva ricevuto, senza però ottenere nulla, molte località infatti si presentano più o meno uguali alla descrizione e radiografarle una per una per trovare quella casa sommersa è di fatto impossibile, erano state verificate a monitor innumerevoli strade e sentieri che presentavano nel loro percorso dei capitelli, ma era come cercare il classico “ago nel pagliaio”, definizione quanto mai appropriata visto che quella casa era completamente avvolta proprio dalla vegetazione e quindi nemmeno visibile. Decidono quindi di fermarsi; così come avevano impostato la ricerca non aveva senso, ma il tempo passava inesorabilmente creando un senso di frustrazione vista l’urgenza con cui l’Arcangelo li aveva contattati.
Qualche giorno dopo però ad Ariel, sempre nel dormiveglia, si presenta una nuova visione, anzi, questa volta è lei a vedersi protagonista in prima persona, nessuna presenza o “voce” che l’accompagna nel dare indicazioni di qualsiasi genere. Si vede in una località a lei conosciuta per esserci stata in varie occasioni anche se limitatamente alla zona centrale, percorre le vie centrali come se fosse in auto, ma invece è lei che fluttua sospesa in posizione eretta come se fosse ferma in piedi senza disporre di alcun sostegno o mezzo di trasporto, si sente a suo agio e comprende di trovarsi lì non per caso, anche se percepisce che in quel posto in centro non ci può essere una casa fagocitata come nella visione, ma che probabilmente da quel punto si poteva iniziare la ricerca, e trovarla in tempo utile.
Dal centro infatti si vede muovere verso la periferia in direzione collinare, i primi incroci, le prime rotonde e le prime deviazioni sono semplici da ricordare ma, a mano a mano che si allontana, diventa più difficile memorizzare e come se non bastasse, una volta uscita dal caseggiato e nel bel mezzo della campagna in assenza di punti di riferimento, la visione improvvisamente svanisce, senza aver raggiunto alcuna località, tantomeno la fantomatica casa.
Una volta rientrata in sé Ariel racconta ad Amedeo dell’esperienza vissuta, di come inizialmente si sentiva strana nel vedersi muovere agevolmente e velocemente sulla strada come se non avesse peso in un contesto senza auto quando normalmente ben trafficata, era tutto strano ma decisamente eccitante e soprattutto la sensazione di sentirsi leggera e veloce come il vento era stata un’esperienza impagabile.
Dopo qualche giorno è ancora Mikael a farle visita mostrandole questa volta una stradina laterale stretta e tortuosa da imboccare sulla destra che presenta subito, sulla sinistra, un capitello dedicato probabilmente a un Santo o una Santa, in quanto il passaggio davanti è così repentino che Ariel non fa in tempo a capire a chi fosse dedicato se non che indossava un saio scuro.
Subito dopo lo scenario cambia totalmente e le mostra un viottolo stretto fatto di ciottoli da percorrere a piedi, non è una strada e non ci passano auto, sulla destra, a delimitare una proprietà, si nota una rete inghiottita da arbusti che porta a un cancello chiuso da una catena e un lucchetto, le verghe in ferro battuto che lo compongono sono disposte in verticale e ben distanziate tra di loro da consentire di vedere la casa descritta nel messaggio. L’aspetto generale conferma che è disabitata e abbandonata a sé stessa, dietro a questa, e praticamente appoggiato, un muro perimetrale molto alto che sembra di una costruzione medievale che impedisce di vedere dietro anche se non sembrano esserci ulteriori costruzioni.
Mikael a questo punto chiude la visione, ma prima di farlo e salutare Ariel insiste nell’urgenza di andarci il prima possibile, un’esortazione scarna che in Ariel e Amedeo non fa che aumentare l’ansia e la preoccupazione di non farcela anche perché, nel “mondo reale”, il virus denominato Covid-19 sta dilagando e non è il periodo migliore per spostarsi con i divieti imposti dal lockdown totale, lo si può fare solo in casi di necessità improrogabile compilando le apposite autocertificazioni dichiarando destinazione e motivazione dello spostamento, pena una multa salata. Troppo rischioso quindi. I due decidono così di attendere un allentamento delle restrizioni per poi partire decisi alla ricerca della fantomatica casa sperando di anticipare gli “altri”. Confidando che anche questi “altri” rispettino il lockdown!...........................................................................
Visita anche: Archeva.it